lunedì 23 aprile 2007

IL COMITATO IN PROVINCIA

Venerdì 16 aprile il comitato è stato ricevuto in provincia. In questa sede abbiamo spiegato le nostre ragioni e consegnato le oltre 700 firme raccolte fra la cittadinanza.

Ecco il testo che abbiamo letto in provincia:

A nome del comitato ringrazio la commissione consiliare e in particolare l’Assessore Prantoni per averci ricevuti per ascoltare le nostre ragioni. Dai giornali sappiamo che lei, assessore, è particolarmente attento e sensibile a casi come il nostro: di miglioramento della viabilità stradale. Ne abbiamo avuto un esempio con la felicissima soluzione della bretella che unisce il casello di Sasso Marconi – Cinque Cerri al paese. Quindi ci sentiamo fiduciosi, comunque vada l’esito finale, perché abbiamo davanti interlocutori di piena fiducia. Ci sentiamo di ringraziare il consigliere Leporati, anche se lo riteniamo parte interessata essendo un ex-vadese con la madre abitante tutt’ora a Vado. Questa udienza la sentiamo come un atto di democrazia della quale ne sentivamo il bisogno. In un certo senso ci riconcilia con le istituzioni. Almeno la provincia.

La tangenziale di Vado si farà? Noi portiamo il nostro SI, avvallato da queste firme dei cittadini di Vado raccolte spontaneamente in un sondaggio fatto alla buona. Non un referendum come il Sindaco ipotizzerebbe, suggeritogli dalla minoranza consiliare.
C’è una curiosità che vale la pena sottolineare: esattamente 70 anni fa, gli abitanti di Vado ebbero l’opportunità della dismissione della ferrovia di servizio per la costruzione della direttissima Bologna – Firenze di farsi una circonvallazione. Così la chiamarono allora. Anche allora era già realizzata per l’80%; bastava seguire il vecchio tracciato della ferrovia. L’unico problema, come oggi, era il riallacciamento con la provinciale a sud, cioè verso Firenze. Oggi abbiamo la dismissione del pezzo di autostrada, ed anche oggi, l’unico problema è l’inserimento a sud verso Firenze, della tangenziale. Allora fu superato l’ostacolo, lo auspichiamo anche oggi.

La circonvallazione fu una scelta felice per Vado. Oggi fa parte della strada provinciale 325 ed è parte integrante della viabilità del paese. Ha costruzioni abitative su ambo i lati. Abbiamo la scuola media, materna e elementare a stretto margine della strada ( come potete vedere nelle foto allegate).
Abbiamo una tangenziale pronta all’80%, perché non completarla?
Altri paesi la invocano. Anche il nostro capoluogo Monzuno la sta costruendo, addirittura con i proventi dell’autostrada; perché Vado no? Chiediamo scusa se non abbiamo da esporre esaurienti elaborati tecnici, quel poco che presentiamo è roba nostra. Siamo un comitato di cittadini che si sono messi in moto quando hanno capito di dover difendere i propri diritti.
Qui di seguito elencheremo le argomentazioni che, a nostro parere, consigliano, alle istituzioni, di mantenere l’attuale tratto di autostrada che lambisce Vado e adibirlo a tangenziale:
SALUTE: è da circa 20 anni che gli abitanti si lamentano per come il traffico giornaliero “sfreccia”, nonostante i limiti di velocità, sulla Val di Setta, ex-circonvallazione, compresi anche i TIR delle cave Iris. Sollevano polvere e scarichi degni di essere controllati dall’Arpa. L’unica fortuna che ci è rimasta è che la nostra è una vallata abbastanza ventilata. I nostri figli vanno nelle tre scuole: materna elementare e media, tutte hanno finestre su via Val di Setta e non ci sono barriere o piante che fanno da protezione. Non sappiamo quantificare il numero degli automezzi che giornalmente transitano; noi pensiamo nell’ordine di qualche migliaio. Portarne una grossa percentuale fuori dal paese è sempre un fatto salutare. Ne guadagnerebbe la qualità della vita.
SICUREZZA: Togliere traffico da un’arteria principale del paese è di per se un fattore di sicurezza. Oggi, questo problema, è fortemente sentito. La possibilità di usufruire delle nostre strade in sicurezza, tanto più che, come abbiamo ricordato sopra tutte le nostre scuole si affacciano sulla strada è per i cittadini prioritario. Qualche rischio di incidente è già accaduto; non vogliamo saltare agli onori della cronaca nera, non vogliamo avere né morti, né colpevoli. Abbiamo anche la fermata dell’autobus che restringe la carreggiata ed essendo situate vicino agli incroci finiscono per togliere visibilità, aumentando la pericolosità. Non parliamo poi, di quando l’autostrada, per incidenti manda il traffico sulla provinciale 325 per scavalcare l’intoppo, allora è veramente l’inferno. Non si riesce ad attraversare nemmeno sulle strisce pedonali, se non a proprio rischio.
AMBIENTE E URBANISTICA: l’autostrada è del 1960, ha 47 anni. Degli attuali abitanti di Vado sono una piccola minoranza quelli che si ricordano come era prima. Poter avere una tangenziale vuol dire allontanare il traffico di passaggio dal centro del paese e liberarlo permettendo agli abitanti di vivere e di gestire i propri spazi urbani con traffico molto ridotto, diciamo strettamente locale. Dal comune, molti anni fa, fu fatto uno studio, una proezione del futuro di Vado. Le infrastrutture del paese (scuola e servizi vari), potevano sopportare fino ad una popolazione di 2500 abitanti, il superamento avrebbe travolto tutto l’impianto del paese. Siamo oltre. Lo spazio che si verrebbe a liberare distruggendo l’infrastruttura sarebbe spazio che l’autostrada strappò al letto del fiume, quindi dovrebbe essere terreno demaniale e non edificabile; creerebbe se resa edificabile una periferia avulsa dal paese. Parlano di parco fluviale; è da20 anni che lungo il Setta dovrebbe nascere un parco fluviale. La demolizione di due ponti, quello sul fiume e l’altro sulla direttissima Bologna – Firenze, siamo certi che creeranno problemi ecologici e ambientali di non facile risolvibilità. La trincea della Creda profonda 15-20metri e lunga 500-600 metri rimarrebbe come una ferita aperta, una frattura fra una parte e l’altra del paese. Non credo venga riempita e portata alla sua colmatura originaria. Costi elevatissimi e di improbabile esecuzione. Lasciata così diverrebbe ricettacolo di ogni immondizia. Ripetiamo e concludiamo:tutti vogliono una tangenziale, noi l’abbiamo già all’80%. La possibilità che possa venire distrutta ci riempiesi rabbia e amarezza, ed è per questo che siamo qui a perorare la nostra causa.

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